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Il progetto

Perché FUKUSHIMA mon amour

L’incidente della centrale di Fukushima è stato battezzato come il più grande disastro nucleare accaduto nel mondo dopo quello di Chernobyl del 1986, catastrofe che causò la morte di circa 18.500 persone. Nel 2011 anche il paesaggio è stato coperto da un manto di radioattività.

 

 

Una visione di devastazione, nessun essere umano  per chilometri, surreali paesaggi di rottami e macerie.

Abbiamo così potuto osservare forme di un paesaggio sfigurato

 

 

Le mutazioni del paesaggio

La maggior parte delle alterazioni di un paesaggio consegue a modifiche fisiche per sostituzione o per immissione, o per abbandono. In alcuni casi l’alterazione di un paesaggio dipende dall’uso che si fa del luogo. Le alterazioni d’uso si hanno quando, pur essendo le modifiche fisiche limitate o nulle, si usa un luogo in modo improprio.

Le alterazioni d'usi possono essere per immissione, quando si inserisce in un paesaggio qualcosa di estraneo o per sottrazione quando si toglie qualcosa da un luogo facendo venir meno la sua funzione.

Non è solo la modifica del paesaggio, ma anche il cambiamento dei connotati della vita che in esso si svolge.

 

www.ilpaesaggio.eu/alterazioni.htm

 

Perché il giardino giapponese

Perché crea paesaggi ideali, in un modo astratto e stilizzato. I giardini nei templi vengono  progettati per la contemplazione e la meditazione. Il Karesansui, a cui facciamo riferimento, utilizza principalmente roccia e sabbia bianca. Anche se in questi giardini sembra che di natura non c’è ne sia neanche l’ombra essa è invece ben presente, solo che è in forma simbolica: sabbia e rocce rappresentano l'acqua e le montagne, oppure le isole. Lo storico Gunter Nitschke considerava il giardino zen "come una composizione astratta "naturale" degli oggetti nello spazio, una composizione la cui funzione è quella di incitare la meditazione". Un luogo di pace e tranquillità.

 

Di fronte all’eventualità di un desolante paesaggio postatomico, l’uomo ha il dovere di improntare la sua azione al principio responsabilità.

Nasce così l’idea di far riflettere i visitatori di questo giardino sui temi del paesaggio del futuro.

IL PROGETTO

I visitatori sono invitati a posizionare delle pietre su una tabula rasa di ghiaia, in base al loro interesse verso il paesaggio  e rispetto a dei precisi archi temporali.

Il posizionamento delle singole pietre determinerà esso stesso, un “cambiamento” del paesaggio del giardino che speriamo possa comunicare la consapevolezza che è  l’azione di ciascuno di noi in base ai propri interessi a determinare il Paesaggio.

https://www.youtube.com/watch?v=80wxqBBqzQE&feature=youtu.be‚Äč

Gli elementi del progetto: La vegetazione

Le dimensioni del karesansui sono contenute e solitamente  si trova all’interno di grandi giardini, di cui costituisce una parte separata. Nel karesansui  il paesaggio è composto da pochissimi elementi vegetali, quali il muschio. Mentre nel nostro progetto la vegetazione svolge la funzione che dovrebbe essere quella del muro di cinta che ne definisce il limite: il Laurus Nobilis è stato scelto anche per la sacralità che rappresenta nella nostra cultura occidentale, mentre i macro bonsai e le azalee sono propri dei giardini giapponesi.

Gli elementi del progetto: La pietra

Karesansui è il termine giapponese per “giardini di pietra”. Pietre che devono essere posizionate non a caso, pietre che diventano poesia e che sanno trasmettere pace e armonia. Il fulcro del progetto è una vasca di ghiaia bianca, tratto distintivo dei giardini zen. In cui verranno posizionate dai visitatori dei ciottoli di colore verde tenue.

Gli elementi del progetto: La pietra

La sabbia utilizzata non è quella delle spiagge bensì granito o marmo schiacciato e di tonalità uniformi: sarà bianco, bianco sporco, di circa 2 millimetri di diametro. Non saranno utilizzati grani multicolori. Il granito bianco e uniforme crea infatti la giusta atmosfera e illumina con il proprio riflesso anche le aree vicine. La disposizione apparentemente casuale delle pietre, potrà essere talvolta lontane e solitarie, talvolta vicine e affastellate sulla base della scelta dei visitatori.  

Gli elementi del progetto: il legno

Nei giardini in Giappone si usano solo materiali naturali proprio come il legno perché significa crescita e sviluppo, noi lo abbiamo utilizzato per definire gli spazi e le sedute. Infatti è molto importante che vi siano dei punti di osservazione. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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